Il primo Rinascimento a Firenze

Palazzo Strozzi ospiterà dal 23 marzo 2013 al 18 agosto 2013 una importantissima mostra che presenterà un’ampia gamma di opere d’arte veramente uniche al mondo, connesse con quella che è stata definita dai curatori dell’esibizione fiorentina “La primavera del Rinascimento”.
L’esposizione in questione si interesserà allora della genesi di questo movimento artistico e culturale che ha cambiato per sempre il modo di capire, percepire e intendere l’arte e le sue forme, lanciandosi fondamentalmente verso qualcosa di estremamente nuovo. In particolare verranno analizzati tutti quegli artisti che possono essere considerati precursori di questa diversa identità artistica che si è fatta largo a partire dal XV secolo. Nascerà un mondo diverso rispetto all’arte precedente che tendeva al sacro e che si costituiva in relazione e in funzione delle istituzioni religiose. Nel Rinascimento l’arte è per l’arte, si fa arte ed è simbolo di bellezza ed equilibrio in quanto tale, pur restando in gran parte commissionata dai potenti e dalla Chiesa. Già le opere del tardo trecento e lo stesso stile gotico, in particolare quello francese, sono forme embrionali di una nuova esigenza di espressione. Ma saranno le formelle di Ghiberti e Brunelleschi e la cupola di quest’ultimo a rappresentare i momenti fondamentali dell’esplosione del Rinascimento che vedrà Firenze come nuova erede degli antichi fasti della grande Roma imperiale.
Ma sarà in particolare la scultura a farla da padrona in questa prima fase, rappresentando la più alta testimonianza dell’esaltazione di Firenze, influenzando di fatto anche la pittura, come quella di Paolo Uccello o di Masaccio, che diventano quasi scultura in pittura.
La classicità, la creatività e la razionalità saranno le parole chiave di questo nuovo modo di fare arte ed in particolare l’ultimo di questi tre aspetti si concretizzerà attraverso la prospettiva che diventerà formula essenziale non solo nell’architettura ma anche nella scultura ed in particolare nei basso rilievi. E sono proprio questi elementi ad arricchire a dismisura l’arte del primo Rinascimento, attraverso i più disparati materiali come marmi, stucchi e terrecotte, grazie ai quali questa rivoluzione si fa arte e riesce a diffondersi ad ogni livello sociale.
La committenza privata sarà un mezzo imprescindibile di propagazione di questa corrente artistica e culturale che da semplice necessità di libera espressione dello spirito innovatore diventa sublime forma d’arte connessa al mecenatismo dei potenti, tra i quali spicca senza dubbio quello mediceo.