Città visibili ed invisibili

Aprirà i battenti il 19 novembre e resterà visitabile al pubblico fino al 29 novembre una interessante mostra dal titolo “Le visibili città invisibili. Omaggio a Italo Calvino”. La rassegna a metà strada tra arte e letteratura è dedicata al famoso e poliedrico scrittore contemporaneo che ha dato vita ad una serie importante di romanzi, incentrati in special modo sulla letteratura combinatoria.
La mostra fiorentina si svolgerà all’interno della Biblioteca comunale delle Oblate, nel cuore della città di Dante, Petrarca e Boccaccio, appena dietro il Campanile di Giotto. La posizione centrale e l’ingresso totalmente gratuito alla rassegna permetteranno ai turisti di visitare la mostra in completa libertà, potendo così ammirare il risultato eccellente del faticoso e imponente lavoro degli organizzatori costato ben due anni.
L’esposizione si propone di partire dal romanzo di Calvino del 1972 “Le città invisibili”, incentrato sull’idea del viaggio e della città, rivelato da un immaginario Marco Polo che in un mondo, a tratti antico e a tratti moderno, racconta la terra da lui esplorata, i popoli e le diversità insite nell’universo conosciuto alla ricerca dell’altro, del diverso e del dissimile.
La mostra però partendo dal testo, di grande spessore culturale e variegato nella sua narrazione, diventa il pretesto per parlare di arte e di cosmopolitismo, di multiculturalità e di musica.
Attraverso venticinque brani, eseguiti da una serie di musicisti di fama nazionale, il turista sarà allietato durante la visita alla mostra caratterizzata in particolare da una trentina di opere d’arte realizzate con tecniche incisorie calcografiche e xilografiche. Queste avranno come tema l’onirica rappresentazione del mondo di Italo Calvino e dei suoi personaggi, realizzando concretamente con le immagini la realtà del racconto.
Non mancheranno neppure delle vere e proprie istallazioni per dare maggiore tangibilità al percorso della mostra mediante oggetti e materiali che riprendono le descrizioni narrate da Marco Polo al sovrano Kublai Khan, dando così maggiore spessore alla sua storia e donando una eccezionale concretezza all’esposizione fiorentina.
I temi della città, dello straniero in terra straniera e dell’immaginario e dell’interpretazione personale del reale, saranno la cornice all’interno della quale inquadrare la mostra e permetteranno di far comprendere come in fondo ciascun individuo ha il suo spazio nella sua “città”, luogo ideale o reale nel quale decide di vivere.
Che sia una città da pashà o semplicemente il suburbio di una metropoli contemporanea, l’uomo è il creatore ed il centro del suo microcosmo nel mondo.