Pinocchio a Firenze

Resterà aperta fino al 27 ottobre 2012 una mostra dedicata ad una delle figure più simpatiche di tutti i tempi. Stiamo parlando di Pinocchio un personaggio di fantasia, nato dalla penna di Carlo Collodi, scrittore fiorentino dell’XIX secolo. Firenze festeggia allora i 131 anni della nascita del “burattino” più famoso d’Italia mediante un’esposizione “Pinocchio in prima visione”, che contiene un buon numero di tavole originali degli illustratori del celebre libro. La mostra si svolgerà all’interno della Biblioteca Centrale Nazionale, a cinque minuti a piedi dai principali luoghi d’arte e di cultura della città di Dante, culla del Rinascimento e dell’arte italiana.
Potremmo affermare che all’interno della rassegna fiorentina sarà srotolata la matassa narrativa del celebre libro per ragazzi con le immagini più belle dei compagni di avventura del bambino di legno, come il Gatto e la Volpe, il Mangiafuoco, Lucignolo, il Grillo Parlante e la Fata Turchina.
In realtà questa lunga storia, che si snoda dalle origini di un magico pezzo di legno che diventerà bambino fino alle birbonate fatte nel Circo dei Burattini e nel Paese dei Balocchi, è molto più di una semplice favola per bambini e ragazzi. Si tratta propriamente di un’allegoria, della rappresentazione in metafora della società dell’ottocento, così confusa, contratta e deformata rispetto a quella che l’aveva preceduta. E’ un occhio perplesso e meditativo sui contrasti che aleggiavano al tempo tra la severa accettazione della vita, vista nel modo più rigido e morale, e l’istinto di libertà che stava venendo fuori e che avrebbe sprigionato e emancipato la civiltà moderna, quella in cui viviamo.
Meglio non immaginare a questo punto cosa avrebbe scritto e con quali metafore avrebbe rappresentato la nostra età il buon Collodi, se nel disegnare quella ottocentesca ha fatto ricorso ad ogni tipo di follia.
O forse probabilmente chissà, l’autore non si sarebbe neppure espresso e sarebbe rimasto davvero senza parole di fronte all’impossibilità di intravedere un minimo di severità e moralità, non solo nell’educazione ma anche nel modo di vivere dei nostri giorni. Infondo le favole per bambini di oggi sono caratterizzate da maghi, stregoni e mostruose creature dai connotati robotici. Il mondo a modo suo si è evoluto da una marionetta di legno a magiche creature androidi.
A questo punto avete una valida ragione per non visitare la mostra? Attenti potrebbe crescervi il naso!