Tipografie orientali a Firenze

Sarà possibile visitare a Firenze, dal 26 ottobre 2012 al 22 giugno 2013, presso la Biblioteca Laurenziana, una particolarissima mostra dal titolo “Le vie delle lettere. La tipografia medicea tra Roma e l’Oriente”, volta a proporre ai visitatori e turisti che si recano a Firenze in questo periodo uno straordinario patrimonio spesso poco considerato e valorizzato.
Siamo tutti d’accordo sull’importanza dell’arte, della scultura, della pittura, sulla necessaria attenzione che deve essere data ai nostri grandi maestri del Rinascimento e ai capolavori che sono stati in grado di realizzare menti geniali come un Michelangelo o un Raffaello.
Ma Firenze non è solo questo. La città offre eccezionalmente per i prossimi sei mesi la possibilità di osservare stampe, libri, manoscritti e documenti d’archivio che appartengono ad un bagaglio culturale inestimabile, proveniente dall’Oriente e che è stato generato dai continui scambi tra questa parte del mondo e l’ Occidente, tra due mondi vicini ma allo stesso tempo lontani, tra due entità complementari ma così inestricabili.
L’Oriente ha sempre affascinato i viaggiatori di ogni epoca, sin dall’antichità. Basti pensare ai contatti che intrattenevano Greci e Romani, a Marco Polo, a Colombo, che in fondo si era spinto alla ricerca delle “sue” Indie, agli scambi e ai viaggi che durante il Rinascimento erano realizzati dai mercanti italiani che trovavano nell’Oriente “la loro America”, grazie alla compravendita di oggetti e beni di lusso come la seta, le pietre preziose e le spezie.
Ma l’Occidente cercava anche cultura e in particolare a partire dal XVI secolo studiosi, viaggiatori e diplomatici volsero il loro cammino verso la Persia, l’Egitto, la Turchia e tutto il Vicino Oriente alla ricerca di opere e volumi da ri-stampare. Si trattava in particolare di speciali edizioni della Bibbia o di testi in arabo come il canone di Avicenna.
Ma raccogliere esemplari di notevole pregio e di rilevanza culturale e storica dava un grande impulso alla conoscenza, dal momento che questi esperti riuscivano a raccogliere testi antichissimi, alcuni dei quali rappresentavano davvero dei pezzi unici e rarissimi.
Tutto ciò implicò inesorabilmente una nuova attenzione verso la cultura e un nuovo interesse verso le lingue orientali e il loro studio, finalizzando questa ricerca anche alla possibilità di copiare e riprodurre in maniera davvero stupefacente le straordinarie tipologie di scritture.
La mostra fiorentina allora mostra ai suoi visitatori questo meraviglioso mondo dal soave profumo d’antico e d’Oriente, immergendo i turisti in un atmosfera davvero poetica.