Il Surrealismo Esistenziale a Firenze

Si inaugurerà a Palazzo Strozzi il 4 ottobre 2012 e resterà aperta al pubblico fino al 27 gennaio 2013 la mostra “Francis Bacon e la condizione esistenziale nell’arte contemporanea”.
Si tratterà, come già hanno ampiamente annunciato gli organizzatori, di una rassegna di opere, dalle tele alla scultura, passando per la video art e le istallazioni, dedicata alla natura umana vista tramite gli occhi di noti artisti del panorama d’arte contemporanea italiana ed internazionale, cogliendo l’esistenza nelle sue debolezze e sofferenze. Il più importante, che dà in parte anche il titolo alla mostra, è Francio Bacon, rappresentante dell’arte del dopoguerra e protagonista di una sorta di surrealismo che potremmo definire esistenziale.
L’arte di Bacon è caratterizzata dallo studio della figura umana tramite l’analisi attenta del movimento e dell’espressività, accentuandone i toni drammatici e mostruosi. La pittura sembra apparentemente tradizionale ma, quasi come se fosse presente un demone al suo interno, esplode nelle forme della sofferenza, della deformazione e della cancellazione della fisionomia, riprendendo in parte lo stesso Picasso. Le tele però sono maggiormente cariche di quella tragicità che ha investito e devastato l’uomo immediatamente dopo la fine del secondo conflitto mondiale, al quale è seguito il crollo di tutte le certezze, accerchiate da atroci conflitti nella sfera più intima dell’esistenza. Il pittore “maledetto” rappresenta l’uomo come un animale solo, sconquassato dal dolore e dalla paura, il cui corpo è a tratti malato, assediato quasi dalle ossessioni e caratterizzato mediante una delirante trama figurativa.
La mostra porterà sulla scena anche altre importanti figure dell’arte contemporanea, oltre al rinomato Bacon, e saranno presentate delle vere e proprie sperimentazioni artistiche come nel caso delle opere di Adrian Genie che rappresenterà uomini senza volto o dal volto spalmato come fosse maionese; ma non manca neppure la modernità più estrema di Arcangelo Sassolino, rappresentata mediante robotiche sculture, ruote e pistoni e da un uomo lacerato dalla morsa del tempo e del divenire.
Protagonisti saranno anche le trame nere di Chiharu Shiota attraverso le quali la disturbata e incompleta percezione del reale determinerà una destabilizzazione della nostra mente, avvinghiata indissolubilmente in queste tele di ragno, quasi fossero un nostro personale labirinto esistenziale.
Infine ombre oscure aleggeranno e avvinghieranno i corpi di Annegret Soltau, rappresentati colmi di punti di sutura e di ferite, devasti e straziati dalle cicatrici della colpa e del peccato.
Una mostra particolare che riesce a far meditare sulla vita e sulla morte, sulla sofferenza, insita, come direbbe Casanova, nella natura umana.