L'arte degli anni trenta in mostra a Firenze

Sarà esposta a Palazzo Strozzi a Firenze, dal 22 settembre 2012 al 27 gennaio 2013, una mostra dedicata agli anni trenta del novecento, all’arte, sia essa scultura, pittura, architettura e grafica, che si è andata sviluppando in quegli anni ma anche incentrata sulle modalità artistiche attraverso le quasi si è concretizzata l’opposizione, più o meno evidente, al regime mussoliniano.
Non basterebbero cento pagine di un libro di storia dell’arte per esprimere la produzione artistica contenuta nell’esibizione in programma per il prossimo mese a Firenze. Questo è dovuto essenzialmente alla grande congerie culturale che ha arricchito l’arte degli anni trenta dello scorso secolo. Una decina d’anni che hanno cambiato la storia ed hanno lasciato un segno indelebile nella società mondiale. E’ il periodo dei regimi in Italia e Germania, nel quale Hitler viene eletto cancelliere tedesco e che porterà di fatto al secondo conflitto mondiale. Sono gli anni in cui vengono costruiti i campi di lavoro e i campi di concentramento ed è questo il contesto in cui vengono promulgate le leggi razziali sia in Germania che in Italia. In questi dieci anni Mussolini e Hitler si incontrano a più riprese e l’Italia diventa una sorta di satellite del potere nazista del Fuhrer.
L’arte in Italia allora concretizza il ripensamento delle esperienze precedenti, cercando di ridefinire i canoni del linguaggio espressivo.
La forza della modernità si scontra con l’arte della malinconia e con quella ufficiale, di matrice fascista, volta al recupero del nazionalismo e di quella componente “romana” tanto ricercata e necessaria. L’arte, la comunicazione e i media dell’epoca si tradussero bene nel muralismo italiano, innestato nello spirito educativo e nel tentativo di dare all’espressione artistica la sua dimensione sociale.
L’arte esprime a suo modo l’adesione e l’approvazione al potere ma altrettanto bene rappresenta la critica e il distacco al fascismo. E’ questo il caso di alcuni pittori in mostra a Firenze, facenti parte della scuola romana, intenti realmente a corrodere il neoclassicismo novecentesco, focalizzando la loro produzione sull’espressivismo imperante ma è anche il caso dei “lombardi” che non temono di dissentire dal regime, creando una pittura luminosa e a tratti evanescente o concetrandosi piuttosto sull’astrattismo ispirato alle radici metafisiche e futuriste italiane.
Si tratterà allora di una esibizione d’arte a 360 gradi per comprendere veramente un percorso artistico imprescindibile e fondamentale per l’arte contemporanea italiana.