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MOSTRE

Eros-Thanatos-Perasma

Bérangère Haëgy


Artista in residenza all’Istituto Francese, la fotografa plastica Bérangère Haegy, grazie ad un periodo di permanenza a Firenze, ha potuto lavorare sulla collezione di cere anatomiche de “La Specola” (Museo di Storia Naturale di Firenze). Il risultato è Eros–Thanatos–Perasma, esposizione di immagini inedite che non lasciano indifferenti... Seguendo il fil rouge dell’erotismo l’artista ha affrontato il rapporto vivente-inanimato, assemblando immagini realizzate in due tempi. Incrociando i corpi con alcuni campioni di cere anatomiche ispirate a Vésale (famoso anatomista francese del XVI secolo), le nudità castamente fotografate da Bérengère ci rinviano ironicamente al nostro sguardo: “volevi vedermi nuda ...è abbastanza?” Bérangère Haegy, fotografa plastica e “maquilleuse de l’image” ha esposto a Parigi, Grenoble ed a Napoli, con la personale “Spaccanapoli”

Da ormai molti anni Bérangère Haegy compone le sue immagini digitali attraverso la fusione ed il “maquillage”, a partire da elementi tratti dalla realtà. Elabora così dei complessi montaggi, in cui il reale si confronta al suo immaginario di creatrice, alla sua sensibilità ed ai suoi fantasmi. Fino ad oggi, la ricerca dell’artista ha portato essenzialmente a delle bambole disarticolate/articolate con inserti di corpi viventi (seni, pancia, gambe, labbra, sguardi…), approfondendo così il tema della femminilità.

Bérangère Haegy pratica ciò che lei chiama “fusione”: grazie a dei sistemi informatici, mischia, assembla, trasforma delle immagini eteroclite. Crea così delle opere provocatorie, che chiamano in causa l’inconscio, il suo così come quello dello spettatore. Da questa vertigine, sgorga l’emozione ed una strana bellezza. A Napoli l’artista ha lavorato sui volti delle Madonne o su dei Cristi in legno, rivelando così una parte di mistero legata alle credenze popolari partenopee. L’opportunità che le è stata offerta di poter fotografare le cere anatomiche del Museo della Specola di Firenze, le ha permesso di far evolvere il suo lavoro e di poter cambiare registro. Di fronte alle cere anatomiche, già toccanti in se stesse, non era più possibile praticare la fusione tra «carne e materia». L’artista plastica ha perciò avvicinato esplicitamente il legame che unisce la vita e la morte. Legame che passa attraverso il desiderio e l’erotismo. Eros e Thanatos. Le opere nate con questa procedura, di grande bellezza formale, creano un effetto sorprendente, che riporta alla domanda essenziale.





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